DOC e paura

doc e paura

La paura rappresenta un elemento centrale in ogni disturbo d’ansia, e il caso del Disturbo Ossessivo (Compulsivo e non) non è un’eccezione.

Non solo, nei Disturbi Ossessivi la paura è così forte che il sistema nervoso della persona non ha trovato altro meccanismo di difesa se non la liberazione di essa sotto forma di idee e pensieri ripetitivi (ossessioni) e, nei casi più gravi, di atti reiterati continuamente (compulsioni) che hanno la “funzione” di ridurre/neutralizzare momentaneamente l’ansia prodotta dai pensieri.

In alcuni casi le compulsioni diventano quasi automatiche, di modo che la persona sente semplicemente un bisogno impellente di realizzare un’azione, senza quasi rendersi conto dell’ansia che sottostà ad essa o del pensiero/idea che la ha provocata. Ma neanche questi casi rappresentano un’eccezione: la paura, sia essa più o meno cosciente, è sempre presente.

La paura come chiave

Quando esploriamo le paure in un caso di disturbo ossessivo è importante non fermaci alla superficie, ma arrivare con il tempo ad identificare i timori di carattere vitale per la persona. Mi riferisco al fatto che la paura di fare del male alle persone, di essere omosessuale, della contaminazione, di essere pedofilo, a non poter amare nessuno, sempre nascondono una serie di timori meno espliciti che per una serie di ragioni sono stati registrati nell’inconscio della persona, ma che ancora governano la sua vita.

Nonostante sia corretto affermare che esiste un certo qual grado di predisposizione genetica, è necessario l’interazione con determinate circostanze ambientali (molto frequentemente nell’infanzia e nell’adolescenza) affinché il disturbo si manifesti. La genetica predispone, ma non condanna. Durante il processo terapeutico diventa evidente per la persona come la propria personalità si sia plasmata in funzione della paura che ha sofferto in quelle circostanze, a volte senza neanche rendersene conto, e di come ciò abbia causato un repressione delle componenti pulsionali ed istintive del vero “io”, a favore di un super-ego estremamente prudente, critico, accusatore ed esigente.

L’importanza di esplorare le paure in profondità

Quando in IPITIA utilizziamo la metodologia AFOP (Attivazione e Focalizzazione Pulsionale), sviluppata da Damián Ruiz (psicologo e direttore del Centro) e specifica per i disturbi ossessivi e doc, dedichiamo diverse sessioni all’esplorazione dell’origine delle paure profonde e all’identificazione di quegli istinti, pulsioni, di quelle parti della personalità che non si sono potute esprimere, integrare, e sviluppare a causa della paura.

L’attivazione, liberazione ed integrazione di queste componenti sono i processi che sottostanno all’efficacia della metodologia AFOP, di modo che questo metodo non si configura esclusivamente come un processo di psico-educazione alla gestione dei sintomi del DOC, ma come un vera trasformazione personale, che richiede implicazione, audacia e coraggio, il coraggio necessario per sconfiggere la paura, necessario per sconfiggere il DOC.

Marco De Colle

Psicologo Clinico

IPITIA